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Da cosa deriva il termine “Coaching”?

“Coach”, parola inglese che significa carrozza, è letteralmente un veicolo che trasporta una persona o un gruppo di persone da un punto di partenza a un punto di arrivo definito; il Coaching è il percorso, il processo che porta da “qui ora” a “là allora”.

Quando e dove è nato il Coaching?

Il Coaching è nato più di trent'anni fa in Inghilterra. Un pedagogista dell’Università di Harvard, Timothy Gallwey, occupandosi dei processi di insegnamento di diversi sport, in particolare del tennis, evidenziò che i risultati che si ottengono in uno sport dipendono dal proprio "gioco interiore" o prestazione interna.
Il suo approccio, finalizzato a “liberare le potenzialità di una persona per aiutarla ad apprendere, piuttosto che limitarsi a impartirle insegnamenti”, è stato poi rielaborato e adattato ad un contesto aziendale da John Withmore e da altri formatori inglesi.
Il Coaching si è successivamente sviluppato in molti altri paesi, prima negli Stati Uniti e poi in paesi europei come la Francia e la Germania, ed è stato adattato ed applicato anche ad altri contesti e al di fuori delle aziende.
In Italia il Coaching è arrivato circa dieci anni fa, all'inizio sopratutto in ambito aziendale, poi anche come servizio di supporto e di facilitazione rivolto a privati.

Cosa è il Professional Coaching?

Il Professional Coaching è una partnership con i Clienti, che attraverso un processo creativo stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale.
E’ una profonda relazione di collaborazione fra un Coach ed un individuo che vi aderisce volontariamente, con la quale, attraverso un processo di scoperta, di goal setting ed azioni strategiche, si giunge alla realizzazione di risultati straordinari. Il Coach supporta la persona nel raggiungere gli obiettivi prefissati e desiderati e nell’affrontare efficacemente il cambiamento, in ambito sia lavorativo che personale.
Il Coaching è anche un insieme di conoscenze, una tecnica ed uno stile di relazione che si concentra sullo sviluppo de lpotenziale umano.

Chi è il Professional Coach?

Il Professional Coach è un Professionista che ha acquisito competenze, metodo, comportamento, atteggiamento, capacità di Coach tramite specifica formazione ed esperienza pratica, che lo mettono in grado di essere Coach nella relazione con il Cliente e di supportarlo in un percorso di Coaching. Preferibilmente è certificato dalla (ICF) International Coach Federation.

Come si diventa Professional Coach?

Poiché c’è una profonda differenza tra fare il Coach ed essere Coach, occorre che l’aspirante Coach esplori se stesso per capire se alcuni requisiti essenziali fanno parte del suo essere, come: credere sempre nelle potenzialità di ogni individuo, mettersi in una condizione di servizio, avere un ego poco ingombrante, avere fiducia nelle persone.
Se tali caratteristiche sono naturali, si acquisisce una solida formazione sulla metodologia del Coaching seguendo corsi specifici che addestrano a sviluppare le proprie attitudini, abilità e competenze di Coaching. Sono da preferifre scuole che propongono programmi completi, che danno ampio spazio alle esercitazioni pratiche, con docenti qualificati, che dimostrano corrispondenza tra quello che insegnano e quello che fanno. Caratteristica importante, ma non indispensabile, è l’accreditamento della scuola da parte di (ICF) International Coach Federation.

Perché il Coaching funziona?

Perché è un approccio di esplorazione profonda che la persona esegue dentro di sé e nel contesto in cui agisce, e di creazione di nuove possibilità per ottenere risultati, che permette a individui, team ed organizzazioni di essere consapevoli delle proprie risorse e di assumere le proprie responsabilità su obiettivi per loro significativi, esprimendo pienamente le loro potenzialità e mettendo in atto le azioni ed i comportamenti identificati come utili ed efficaci.
Il Coaching accende nella persona il desiderio di agire, di mettere in pratica le nuove azioni e i nuovi comportamenti individuati e scelti con la ricerca in se stessi delle proprie risposte su cosa fare per raggiungere gli obiettivi desiderati.

Perchè la pratica del Coaching sta crescendo tanto rapidamente?

Perché il Coaching è impareggiabile nell’affrontare l’attuale mondo del lavoro così sfidante, i molti cambiamenti, rapidi e dirompenti del nostro tempo, con modifiche strutturali ed organizzative che hanno radicalmente trasformato il contesto, le relazioni interpersonali, i modi per ottenere risultati e gli obiettivi da raggiungere, divenuti sempre più pressanti.
Si stanno affermando nuovi stili di vita e gli equilibri alterati in ambito personale e professionale, ancora instabili e immaturi, mantengono le persone in uno stato di incertezza con prospettive poco chiare e dubbi sulle scelte da compiere.
La pratica del Coaching supporta le persone nel concentrarsi su quello che è importante per loro nella vita: dagli affari agli affetti. Poi le persone che hanno conosciuto eccellenti risultati attraverso il Coaching ne parlano sempre di più a colleghi, amici e conoscenti.

Come scegliere il Coach?

La relazione di Coaching si manifesta con una profonda sintonia tra due persone e tutto il percorso di Coaching trae forza dal rapporto che si instaura fra Coach e Coachee. E’ perciò utile un incontro preliminare per valutare il livello di affinità personale; a questo scopo molti Coach propongono una sessione preliminare di Coaching gratuita. Un criterio di scelta che dà maggiori garanzie è scegliere un Coach dotato di certificazione (ICF) International Coaching Federation.

Esiste un albo dei Coach?

Non esiste un albo professionale, ma esiste, dal 2002, la Federazione Italiana Coach, che promuove e tutela gli standard etici e professionali del Coaching in Italia. La Federazione è il chapter italiano dell'International Coach Federation (ICF), la più grande e autorevole associazione internazionale di Coach Professionisti.
ICF ha un suo codice etico che viene sottoscritto da chi vi aderisce e rilascia una certificazione internazionale in tre livelli, dopo aver accertato che il Coach possegga specifiche competenze di Coaching tramite formazione accreditata ed il superamento di esami, e che abbia maturato un determinato livello di esperienze professionali di Coaching. La certificazione viene mantenuta negli anni con formazione continua ed esperienze concrete di Coaching.

Il Coach interviene su obiettivi personali o professionali?

Le persone e il business finiscono sempre per influenzarsi a vicenda, per questo un Coach è formato per lavorare con la stessa professionalità su ogni aspetto professionale o personale.

Viene denominato "life Coaching" il Coaching che affronta soprattutto tematiche riguardanti lo sviluppo personale e professionale, e "business Coaching" il Coaching che affronta soprattutto tematiche attinenti il lavoro e l'azienda (carriera, incremento di fatturato, miglioramento del clima e delle relazioni interne, ecc...); tra questi due ambiti non c'è una distinzione netta e la natura del servizio rimane la stessa in entrambi i casi, cambia l'ambito di applicazione, l’obiettivo ed il contesto.

Quali persone sono coinvolte in un percorso di Coaching in azienda?

La persona interessata al miglioramento (il Coachee), il suo capo e il direttore delle risorse umane, o altro sponsor promotore dell'iniziativa all'interno dell'azienda.

Quanto costa un percorso di Coaching?

I costi variano in base agli incontri preventivati, alle persone coinvolte, all’esperienza del Coach, al tipo di Coaching (life, business, corporate, executive), al luogo dove si svolgono le sessioni (presso la sede del Cliente o presso lo studio del Coach), al tipo di incontro, con presenza faccia a faccia, oppure a distanza con videoconferenza (Skype) o telefono, che hanno un costo inferiore.
È preferibile definire il costo dell’intero percorso di Coaching in cui si concordano numero di sessioni, tempi, risultati e modalità e luogo di svolgimento, anziché un costo per sessione o orario.
Contattaci per stabilire le tue necessità e definire un preventivo.

Chi è responsabile dell’esito del Coaching?

La responsabilità del risultato ottenuto dal Coaching è del Cliente per l’impegno dedicato nel mettere in pratica le azioni ed i comèportamenti che individua necessari per realizzare il cambiamento.
Il Coach è responsabile solo della conduzione del processo di Coaching. Infatti il Coach supporta il Cliente nell’identificare meglio le sue necessità, nello stabilire un piano d'azione e metterlo in atto, ma il risultato dipende dal Cliente, che deve impegnarsi quanto serve per raggiungere l’obiettivo desiderato. Il responsabile del risultato finale è lui, il Coachee.

Cosa è una Conversazione di Coaching?

Immagina una situazione nella quale due persone siano impegnate in una conversazione con un inizio ben defi­nito, una parte centrale ed una conclusione che permetta ad entrambi di comprendere in maniera chiara lo scopo e gli esi­ti.
Immagina inoltre che la conversazione sprigioni creatività, crescita ed un'esplosione di idee nuove che consentono di realizzare enormi progressi verso gli obiettivi da raggiungere.
Infine, immagina che tali conversazioni generino un contesto di fiducia capace di sostenere gli individui nella realizzazione del proprio potenziale.
Immagina una singola conversazione che sia in grado di offrire tutto questo.
Questa è la Coaching conversation.

Cosa succede durante il Coaching?

Durante un percorso di Coaching una persona riesce ad ascoltare i propri bisogni e i propri desideri più veri, a riconoscere e a valorizzare le proprie risorse e qualità, a osservare quelle parti di sè (credenze, sabotaggi, insicurezze) che frenano il proprio auto-sviluppo, e a riformulare il proprio modo di essere e di agire in funzione del risultato che vuole raggiungere.
Il Coaching è un investimento solo ed esclusivamente per sé e perciò si è motivati, determinati a rispondere positivamente all’invito a prendersi più sul serio, a ricollocarsi al centro della propria vita, a essere più focalizzati sull'azione, a rimuovere gli ostacoli (soprattutto quelli interni), a definire obiettivi migliori.

Come si svolge una sessione di Coaching?

Una sessione di Coaching è un incontro tra il Coach e il Cliente (Coachee), una conversazione focalizzata su un obiettivo concreto da raggiungere, prestabilito e desiderato dal Cliente.
La conversazione si svolge sempre con un approccio positivo e sempre costruttivo attraverso le domande del Coach, i suoi feedback, il riconoscimento e la celebrazione dei risultati via via ottenuti.
Il Cliente risponde alle domande, riflette sempre più profondamente, cerca altre risposte e perfeziona quelle già date, pensa in silenzio, propone e valuta azioni e comportamenti nuovi, e li mette in rapporto con l’obiettivo, prepara un piano d’azione, verifica la sua fattibilità,ecc.

A cosa servono le domande?

Ogni persona è unica, ha un suo modo di rapportarsi con se stessa e con il contesto in cui è immersa e di attivarsi verso i propri obiettivi. Le domande del Coach aiutano a trovare una maggiore connessione con se stessi, alimentano la riflessione, aiutano ad orientare i pensieri e le azioni verso il traguardo che ci si è posti, aprono nuove visuali, aiutano a cogliere i punti nodali, stimolano un processo di riconoscimento dei propri valori, punti di forza, qualità e risorse, rompono gli schemi abituali, invitano ad uscire dalla propria zona di confort, esplorano le soluzioni possibili e facilitano l’individuazione di quelle funzionali al raggiungimento degli obiettivi. In questo modo viene anche rinforzata la responsabilità.

Il Coach conosce le risposte alle domande?

No, il Coach non sa (non può sapere) quale siano le soluzioni migliori per la vita di una persona, che possono essere trovate dalla persona stessa solo attraverso una esplorazione personale e le sue esperienze concrete. Le domande del Coach hanno lo scopo di far emergere le soluzioni e le strategie e non di pilotare una persona verso soluzioni pre-confezionate.
L'esperto della situazione è la persona, che apprende da se stessa e dalle proprie esperienze, con l'aiuto del Coach che è un esperto della facilitazione e ha la capacità di innescare riflessioni profonde, serie, e processi di auto-apprendimento.

Si può parlare di tutto con un Coach?

Questo è un presupposto fondamentale del Coaching. La relazione di Coaching è un’area protetta dove il Coachee deve essere a suo completo agio, sentirsi sicuro, sapere che non verrà mai giudicato e che la riservatezza è assoluta. Il Coach offre al Cliente uno spazio di confronto aperto, rispettoso, costruttivo, e nel pieno rispetto della privacy.

Il Coaching crea dipendenza?

No, la relazione che si instaura tra Coach e Cliente è assolutamente paritetica e non crea dipendenza. La sua efficacia e l’esperienza concreta di raggiungimento degli obiettivi desiderati permette al Cliente di maturare e realizzare una vera trasformazione, che gli permetterà di gestire autonomamente situazioni future. Può però capitare di realizzare diversi percorsi di Coaching consecutivi a seconda degli obiettivi che il Cliente si pone.

Quanto dura una sessione di Coaching?

Normalmente una sessione dura da un'ora e mezza a due ore. Può talvolta verificarsi il caso in cui si noti l'esigenza di continuare per più tempo, per ottimizzare i risultati di un incontro.
Spesso tra Coach e Coachee vi è un primo incontro conoscitivo dove si chiariscono modalità, obiettivi, tempi. Seguono poi le sessioni di Coaching distanziate mediamente di tre settimane.

Dove si svolgono le sessioni di Coaching?

Gli incontri possono avvenire presso l’ufficio del Cliente, in particolare nel business Coaching o nel team Coaching, o presso lo studio del Coach. Oltre agli incontri di persona faccia a faccia, possono essere previste sessioni a distanza mediante videoconferenza (Skype) o telefono.

Quanto dura un percorso di Coaching?

Ogni percorso di Coaching viene studiato in base alle esigenze del Cliente e si articola in più sessioni che incontro dopo incontro realizzano un cambiamento duraturo in un'area della sua vita (personale, relazionale o professionale). La sua durata varia a seconda della tipologia di Coaching, il tipo di obiettivi, la resistenza al cambiamento, la frequenza degli incontri, l’ambiente in cui il Coachee agisce. Caso per caso Coach e Coachee concordano un percorso che in generale ha una durata media di circa 6-8, massimo 10 incontri, distanziati mediamente di 3 settimane, su un periodo di tempo complessivo da un minimo di 3 a un massimo di 9 mesi.

Si può interrompere un percorso di Coaching?

Alla base del Coaching c'è la volontà del Cliente e la sua libertà di scelta. Perciò ogni Cliente può decidere di interrompere il percorso di Coaching in qualsiasi momento e senza la necessità di fornire alcuna giustificazione; per il pagamento vengono conteggiate solo le sessioni di Coaching di cui ha usufruito fino a quel momento. Anche il Coach può permettersi di sospendere o di interrompere del tutto un percorso di Coaching se constata che mancano i presupposti per la riuscita del Coaching o vede che non sta dando risultati accettabili.

A chi è consigliato il Professional Coaching?

Il Professional Coaching è uno strumento generativo di consapevolezza, un acceleratore di cambiamento, un percorso di crescita e responsabilizzazione delle persone, e, in quanto tale, è una risorsa per l’azienda che vuole investire nell’efficienza, efficacia ed eccellenza dei collaboratori.
Più in generale, essendo un potente strumento di crescita personale e professionale, il Professional Coaching può essere utilizzato da chiunque voglia migliorare le performances professionali proprie o della propria organizzazione. Viene infatti richiesto anche da imprenditori di piccole-medie imprese, liberi professionisti, manager o persone con incarichi dirigenziali.

Come valuto se il Coaching può essermi utile?

Chiediti:

  • cosa mi aspetto di realizzare attraverso la relazione di Coaching?
    quando una persona ha un’idea chiara dei risultati desiderati, la partnership con un Coach può essere uno strumento utile per sviluppare una strategia finalizzata a raggiungere più agevolmente tali risultati.
  • trovo utile ricevere un supporto per esplorare altre possibilità e considerare nuove prospettive?
  • sono disposto a dedicare tempo ed energia per attuare reali cambiamenti nel mio lavoro o nella mia vita?

Se la tua risposta a queste domande è positiva, allora il Coaching è per te un modo vantaggioso per crescere e svilupparti.

Quando utilizzare il Professional Coaching?

Quando vuoi ottenere di più dalla tua vita e da te stesso, fare chiarezza sulle tue vere motivazioni o sulle tue capacità, prendere una decisione in modo più consapevole, avere un alleato che ti sostiene nella realizzazione di alcuni cambiamenti critici, essere aiutato a passare all'azione o avere un acceleratore della tua crescita personale, e in ogni caso tu voglia acquisire più consapevolezza su te stesso e sulle tue potenzialità. Quando non riesci a mettere a fuoco i tuoi obiettivi o a fare il salto oltre l'ostacolo, vero o presunto che sia, quando sei confuso o qualcosa ti blocca, quando vuoi raggiungere performance più elevate o ristabilire un equilibrio tra vita privata e professionale, oppure semplicemente vuoi cambiare e migliorare.

In quali situazioni ho bisogno di un Professional Coach?

Il supporto di un Coach è sicuramente utile nei momenti di crescita particolarmente importanti o critici a livello personale o professionale, quando c'è una sfida importante, uno sviluppo della carriera, l’assunzione di un nuovo ruolo per promozione o trasferimento, un nuovo management di riferimento, la necessità di affrontare cambiamenti di strategie e di obiettivi aziendali per ristrutturazioni e riorganizzazioni, incertezze sul futuro dovute a fusioni o acquisizioni, valutazioni aziendali negative, mancanza di riconoscimenti, l'avvio di un'attività autonoma, oppure, al contrario, quando si è bloccati e non si riesce a vedere chiaramente l'obiettivo.

Quali sintomi identificano il bisogno di un Professional Coach?

La sensazione di non essere all’altezza, il timore di sbagliare o di perdere un’occasione importante, sentirsi senza punti di riferimento e di navigare senza una meta certa o alla deriva, sentire di poter fare di più ma non sapere come fare, mancanza di serenità nel prendere decisioni, minore entusiasmo che nel passato, minore interesse ed impegno nel lavoro. Si incomincia a guardarsi intorno in cerca di stimoli, di nuove avventure di lavoro, ci si interroga sul futuro che all’interno dell’attuale organizzazione non appare sicuro e gratificante, il sonno ci riposa meno che nel passato e ci si sveglia stanchi, emergono problemi emotivi nelle relazioni di lavoro (capo, collaboratori, colleghi), il lavoro condiziona la vita privata e viceversa, si pensa a cambiare azienda o lavoro come unica soluzione.

Come capisco se il Coaching è lo strumento corretto per i miei problemi?

Il Coach lavora con persone sane, psicologicamente equilibrate, che vogliono e sono in grado di fare un percorso di crescita. Se durante un percorso di Coaching si creano situazioni tali da evidenziare la necessità di un altro tipo di professionalità diversa dal Coaching, è il Coach, con un feedback onesto e nel rispetto del suo codice etico, a consigliare un altro metodo, quale la terapia, il counselling, ecc., e indirizzare il Cliente ad una altro professionista, quale lo psico-terapeuta, il counsellor, ecc.

In azienda si può fare Coaching a chi non desidera?

No. Poiché l'efficacia del Coaching è nell’assunzione di consapevolezza e responsabilità, se viene imposto non funziona, la partecipazione al Coaching del Coachee deve essere completamente volontaria. Comunque il Coaching viene sempre ben accolto perché è un investimento sulla crescita delle persone, pertanto, una volta percepite le sue potenzialità e il fatto che rappresenta un'opportunità di sviluppo individuale, non c’è ragione di rifiutarlo.

Cosa fa il Coach?
Il Coach è un collaboratore che in un rapporto paritario pone domande esplorative che evochino scoperta e consapevolezza, per entrare in contatto con se stessi, accedere al proprio bagaglio di esperienze e capacità, e utilizzare le proprie competenze e creatività per individuare autonomamente le proprie soluzioni per vivere la realtà in modo più funzionale e costruttivo.
Il Coach esercita un ascolto attivo, invita alla riflessione e lascia tutto il tempo necessario per pensare e rispondere, offre feedback onesti e costruttivi e stimola a tradurre gli apprendimenti e le soluzioni in azioni concrete, rimanendo focalizzati sul risultato che si vuole ottenere.
Lascia sempre piena autonomia e responsabilità alla persona, la quale viene stimolata così a divenire più proattivo.

Cosa non fa il Coach?

Occorre essere consapevoli del fatto che il Coach non è un consulente che fornisce le soluzioni dei problemi, nè uno psicologo che indaga nel passato per scoprirne le cause e correggere i loro effetti, nè un formatore che trasferisce le sue conoscenze.
Il Coach non giudica, non giustifica, non cerca cause o colpe, non indaga, non chiede mai “perché”, non consola, non consiglia, non suggerisce, non fornisce risposte, ma attiva la riflessione che porta il Cliente a trovare le sue risposte.

Quali risultati ci si può aspettare da un percorso di Coaching?

Il Coaching è un percorso di crescita. Non si limita a definire le strategie, le azioni, i comportamenti per raggiungere gli obiettivi prefissati, personali o professionali, ma con l’esperienza pratica di mettersi in azione e lavorare per gli obiettivi desiderati, il Coaching opera nell’individuo cambiamenti duraturi e concreti nella capacità di esprimere le proprie potenzialità, di focalizzarsi sugli obiettivi e arricchire il suo modello della realtà e i suoi schemi comportamentali.
Inoltre la relazione di Coaching favorisce la capacità di osservare se stessi e gli altri, di apprendere dalle proprie esperienze personali e di aprirsi a nuovi orizzonti di possibilità. Porta a considerare le crisi come opportunità di vedere le cose in modo nuovo e la vita come una grande palestra per l'apprendimento; a autoesaminarsi quotidianamente per uscire da automatismi o abitudini di vita improduttive; a utilizzare la propria creatività per individuare nuove strategie e possibilità; ad ascoltare le proprie emozioni e le proprie intuizioni; a incrementare la propria responsabilità personale.